venerdì 26 febbraio 2016

Le scale di casa

Apro la porta che abbiamo aperto mille volte assieme con la frenesia di salire su in fretta per fare l’amore… adesso mi suicido. Chiamo l’ascensore che non arriva, se mi ammazzo mi arrendo, quindi non mi suicido.
Allora questo ascensoreeeee, sempre quella stronza del terzo piano che lascia accostate le porte,vaffanculo cambio casa. Ma sì cambio vita, cambio città, cambio anche il gatto.
Nel mentre salgo a piedi e sono così rincoglionito che mi accorgo dopo di aver superato il sesto piano…Ridiscendo gli ultimi due e non se ne parla più. Stravolto, son stravolto. Giulia mi hai ridotto in pochi giorni una merdina senza fiato e questi fiori li butto nel cesso.
Quarto piano , fine della discesa, apertura porta, entrata in casa e accensione luce con i fiori in mano.
Quarto piano ed ho la testa altrove, quarto piano e la mia casa comincia a starmi sul cazzo e poi com’è che Bonsai non accorre? Mancavano anche le solite due mandate alla porta.
Porca puttana, ci sono i ladri! 
Si saranno appostati perchè sono rientrato prima, si saranno già fottuti i soldi che avevo dentro il cassetto in basso del comodino. Adesso escono e mi pestano. Ed io gli rompo il culo e almeno muoio eroicamente pronunciando il tuo nome Giulia brutta bastarda!
Cosa minchia me ne frega di vivere adesso… anzi non muoio ma mi faccio tanto male e qualcuno degli amici in comune stanotte ti telefona e ti dice – Enzo è stato aggredito in casa. E’ ferito gravemente!-
E tu corri e mi bagni di lacrime vere così vere che mi sembra di sentirle sulla pelle.
– Sono per me quelli? Che belli, Enzo. Li hai scelti bene.- 
Sei dentro casa!! Certo hai un mazzo di chiavi.
Le lacrime sono le mie, più vere di così! Mi carezzi e mi guardi, sei di una bellezza che, ma come si descrive la tua bellezza? Sei un sorriso dentro il cervello ecco. Io non faccio niente non dico niente non sono niente non capisco niente e tu mi prendi per la mano
– Dai ceniamo che si fredda tutto- Bonsai spunta da dietro il divano, la bestia pelosa che oggi non mi ha neanche cagato, mi guarda anche lui schifato. Devo avere una faccia da incubo. Qualche ora assieme, una specie di oasi, un far finta che non è accaduto niente, solo un paio d’ore a dirci cose più o meno. Lontanissimi dal cuore del problema. Poi il suo profumo, la sua pelle, il rumore delle sue calze sfregate le une sulle altre quando le accavalla hanno buttato giù la porta e mentre mi dice del nuovo contratto sindacale mi alzo e le passo accanto. Mentre aggiunge che la situazione è grave io le dimostro che è gravissima, sono a mezzo centimetro dai suoi occhi, le prendo le mani e il mio petto sfiora le sue spalle. Mentre io sono alle porte del paradiso
– Enzo no ti prego non roviniamo tutto. Non adesso- e mi passa una mano fra i capelli
– Ho bisogno di tempo. Devo capire, non ho mai avuto niente come noi due ma non va come vorrei. Sono confusa aiutami.-
E l’ho accompagnata a casa di sera tardi che era quasi notte. Voleva prendere un taxi, le ho detto di non fare la scema e siamo andati via nel buio della notte. Sotto casa ho bevuto un suo bacio e lei me lo ha concesso con trasporto, le ho dato i fiori con tutti pensieri che ci stavano sopra. Non ci siamo detti le minchiate che si dicono in questi casi, ci sentiamo ci vediamo. Tanto lo so che sarà così e non so come finirà, devo capire anch’io devo parlarmi un po’ sù ma io non lascio. questo è un intermezzo poi c’è la partita di ritorno.
Non lascio, Giulia, perchè ti amo. L’ho detto! Nooooooo ho detto questa cosa qui. Ma che stronzo l’ho detto adesso alle due di notte solo in macchina! A lei devi dirlo grandissimo minchione!!!-
Ma siccome sono sfatto, ho tagliato un incrocio e me ne accorgo adesso e ho la seconda ingranata da mezzo chilometro e la luce interna dell’auto indica chiaramente che non ho chiuso bene la portiera e il suono di campanellino che sento da qualche minuto non è la radio e nemmeno gli angioletti ma il cicalino di avvertimento. Siccome tutto ciò ne riparliamo domani. Non ho dormito un cazzo, però adesso ho scritto il post.
Tasto arancione click: PUBBLICA POST. Buongiorno.

7 commenti:

  1. E' un piacere leggere queste righe, complimenti
    Maurizio

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    1. Un commento da queste parti? Grazie Maurizio, veramente.

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  2. Cosi come rileggerle...
    Un abbraccio
    Maurizio

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  3. "Il blog va letto con la logica di un LIBRO, dal primo post all'ultimo a scendere."
    Infatti pensavo come sarebbe bello poterlo leggere su cartaceo. Sarebbe più consono alla carnalità delle emozioni. Ho bisogno di sentire il fruscio e la rugosità della carta mentre ti leggo, il monitor è troppo freddo.
    Leggerò tutto. Bellissimo

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  4. Carmela il cartaceo è lo scopo ultimo di tutto ciò che ho scritto da 40 anni in qua: ho pensato e sperato e immaginato che un giorno invece di un freddo monitor Enzo e Giulia si muovessero su una pagina di libro. Credo che resterà un sogno sia per questa storia che per tutto il resto, io non so proprio da che parte cominciare...ogni tanto trovo in rete blog di editing con tanto di consigli per una scrittura creativa e narrativa, proprio qualche giorno fa una blogger mi ha proposto qualcosa di simile ma io appartengo ad una generazione diversa e ho un pessimo carattere, non so rapportarmi con gli altri e sono certo che il mio orgoglio farebbe solo danni. Non esiste editore oggi che pubblicherebbe niente di scritto così come tu lo stai leggendo, imporrebbe tagli, modifiche, aggiunte...Non fa per me.
    Poi non sono affatto certo di avere la caratura di un vero scrittore. Io scrivo d'intuito, non so fare diversamente. Devo ringraziarti ancora per la tua presenza qui, mi onora.

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  5. Non so se mi riesce di lasciarti la foto del mio monitor perché l'ho caricata nel mio archivio blogger. Ci provo, solo perché fa più calore di tante lettere nero su bianco. Ho scaricato, adesso sistemo un po' il testo e poi stampo. Grazie

    [img]https://lh3.googleusercontent.com/-wFyf_XALoM8/WsZHjW12-eI/AAAAAAAAAGY/IcxmHU8DIVkyM-ndX3doJnQkjRedre7NACLcBGAs/w140-h78-p/CopiaIncollaStampa.jpg[/img]

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  6. Mi spiace, non l'accetta. Era per condividere le mie operazioni di copia dal blog a word. E perché la foto mi dava più l'idea che semmai dovesse accadere un disastro tecnologico che ci seppellirà tutti, Giulia ed Enzo vivranno per sempre.

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