venerdì 26 febbraio 2016

Il coupè e il mazzo di fiori

E’ andata così che sono di ritorno con un mazzo di fiori sul sedile accanto al mio. Mi sono rincoglionito era scontato ma sono sorpreso della gravità del fatto: faccio finta di passare per caso nei luoghi che frequenti, faccio finta di esistere, faccio finta anche adesso davanti alla fioraia.
Quando sono arrivato ero calmissimo tanto che non mi riconoscevo, ho parcheggiato e mi sono guardato intorno. Calma piatta e negozio aperto. Mi son detto vuoi vedere che la incontro dentro? Certo che la incontro dentro, me lo sento che è lì. Io non sbaglio mai in queste cose.
Infatti non c’era.
La padrona quando sono entrato che mi è scappata la porta ha fatto un salto, per il rumore. Poi mi ha sorriso – Scusasse mi sono spaventata, mi dica prego.
– Cosa devo dirti scusa? Cerco Giulia, dov’è? Dovevo dirgli così ma non l’ho fatto naturalmente. Mi prenderei a schiaffi, non dico da molto tempo quello che ho dentro, resto chiuso, inespresso, delego tutto al gesto, all’intuizione, al caso? Così ho farfugliato che mi serviva una composizione, anzi no un mazzo anzi no una pianta, ma con i fiori, gialli. Rossi anzi, oppure vah di tutti i colori:
Carmela, la fioraia, se l’è fatta addosso, l’ho capito dopo, ha pensato che ero un pazzo violentatore tossicorapinatore di merda. Quando ha guardato meglio si è resa conto che ero solo un povero scemo alle prese con un problema serio: fiori per una donna. Giulia non c’era, ho cercato bene mentre quella mi faceva la composizione. Ho scucito più di 50 euro ho ringraziato e son venuto via con la coda fra le gambe.
Non mi sentivo così dai tempi delle elementari quando perdemmo la finale del rione di calcio a Picanello per 5 a 4 ed in porta c’ero io. Torno alla base, spengo il motore. E i fiori? adesso li butto. Ma no li tengo mi faranno compagnia assieme al gatto.
Stasera surgelati e tv, mastubazioni mentali e vuoti a perdere. Giuli non c’è più non mi vuole vedere e non mi cerca, salgo in casa, nella mansarda al quarto piano, c’è il mio gatto Bonsai che mi aspetta e il divano.
C’è la mia solitudine che ha voglia di divertirsi con me, non ho intenzione di darle alcuna soddisfazione.

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