martedì 9 febbraio 2016

Giulia sempre un passo avanti

Vestito. Il primo pantalone pulito ed una camicia candida perché mi piacciono molto, il profumo quello di sempre e in scarsa quantità e poi la mia macchina, il mio coupè, non molto pulito però. E sono qui sotto ad aspettarla e non riesco a mettere a fuoco niente, forse è una fortuna, forse è normale ma sono chiaramente eccitato, nessuna recita stavolta, sono un pesce lesso al naturale.
“Ci vediamo stasera?” – D’accordo- D’accordo?
Hai detto così con una naturalezza antica e io mi sono riappacificato col mondo. Vediamoci stasera, viviamo stasera, soprattutto non facciamo programmi stasera Quando appare sul portone sono nel passato ma arrivo subito al presente, in un attimo sono quel che sono adesso, un relitto fluttuante e lei resta sempre Giulia, Giulia al suo posto, Giulia sempre un passo avanti al mio.
 - Enzo ciao- una mano sulla spalla ed una carezza leggera - Ciao- ed un lungo sguardo pieno di parole. - Sono felice che tu abbia accettato- e la guardo senza ritegno, la guardo tutta e non me ne frega niente di quello che può pensare. E’ una meraviglia, trucco leggero e un piccolo tailleur rosso con un corpetto nero… e il nylon delle sue calze strofinate fra loro ad farmi cuocere a fuoco lento.
- Sei bellissima Giulia, devo dirtelo scusami , altrimenti scoppio. - Ma come fai ad essere sempre lo stesso ? – Ride – non ti riesce proprio di controllarti vero? Ma lo dici così bene.
Metto in moto sì porco giuda, metto in moto sennò rovino tutto saltandole addosso qui sul piazzale. Guido e andiamo via, mi distraggo, tiro la terza e lei mi dice : “hai fretta?” Rallento e le dico: “Programmi?”
Sono io, sono sempre stato io a farli per entrambi mi ricorda , perché quindi cambiare?
 - Andiamo in quella trattoria sull’ansa del porto prima dell’argine- fa cenno di sì con la testa e muove i capelli ed io sono assalito di nuovo da una voglia micidiale e puerile. Tiro la terza, meglio…e lei ride perché ha capito, capisce sempre. Abbiamo mangiato…… qualcosa chissà cosa. Ma c’era tranquillità. Mi ha chiesto di me della casa nuova, del gatto, mi ha scavato dentro voracemente ed io mi sono fatto spolpare. Più nudo ero meglio stavo, nudo ed uomo così sotto le stelle di agosto. Sapete come si sta bene a star male naturalmente? E’ una liberazione. Poter confessare la propria limitatezza, i propri bisogni.
Poter dire Giulia mi manchi da morire senza te io sono a metà e non so come. Giulia non capisco quale meccanismo si è rotto e non so come ripararlo, sinceramente non ho capito un cazzo di questa storia: sei volata via per me senza un motivo plausibile. - Ce ne vuole uno, sempre? - No ma provare a capire fa bene - Perché? - Perché ti amo. E’ semplice!
- Non c’eri più con la stessa intensità, Enzo. L’ho capito quella sera, l’ultima, nella casa vecchia mentre facevamo l’amore. Solo le donne sanno essere così crudelmente sincere, pensare che glielo chiediamo noi di farlo e loro non eseguono quasi mai, ma se lo fanno…..
 - Giulia ma da come ti muovevi sotto e sopra di me non sembrava, non si gode a comando. Ma non importa nessuno di noi può essere sempre al top non fisicamente, non per un maschio, quindi era un’altra cosa.
- Sai che notte è questa Enzo? - Beh no, vivo da un po’ senza un’idea precisa dei giorni della settimana
- S. Lorenzo, è la notte di S. Lorenzo, quella delle stelle cadenti e dei desideri
- Mi hai telefonato per questo? - Sì volevo rivederti, questo era il primo desiderio. Stare qui stasera con te così mi ha riempito la testa fin da stamattina, così ti ho telefonato. Sono contenta di averlo fatto, semplicemente.
La esse mi ha tagliato il fiato, capisco che gli ormoni stanno per travolgermi. Ti prendo le mani e ti giro verso di me e ti bacio. Finalmente ti bacio e ti bevo con tutti i tuoi ed i miei umori . Ti bacio Giulia per passare dall’altra parte del mondo e tornare a vivere; non mi importa se fra un’ora mi sfracello dabbasso, non me ne frega niente di riflettere. Non ti parlo. Poi fare l’amore ci arriva addosso da lontano, ci prende e ci porta via col suo linguaggio terribile e magnifico. Entro ed esco dal tuo corpo e annego dentro di te. Mi abbracci con le tue mucose ed io mi riconosco in te, parte di te, un’entità nuova prima solo intravista. Ci migliora l’amore, ci eleva ci fa diversi Giulia, ci ucciderà perche non possiamo reggerlo a lungo. Nessuno può farlo mia signora, lui è già fuori da noi e ci osserva. Carezzando la tua pelle morbida, il tuo seno, spiando il leggero ansare del tuo ventre e lieve movimento di seta delle tue ciglia capisco che adesso è veramente finita.
Il miracolo non si ripeterà più, se voglio fare lo stronzo rovinerò tutto dicendo qualche frase di rito. NON PRONUNCIO NEMMENO UNA PAROLA! NEMMENO TU.
Se penso che ci siamo amati ed è per sempre faccio un peccato?

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