giovedì 25 febbraio 2016

Dentro la sera e dentro gli umori della gente.

Passo da Lucio, prendiamo altri 2 o 3 e ce ne andiamo in un pub. Mangiamo, parliamo e beviamo, tiriamo fuori le nostre sciocchezze vere e diventiamo bellissimi. Tristi e bellissimi come questa parte di vita.
Esco, ho lasciato il gatto con la ciotola piena e la finestra un po’ aperta così se vuole esce anche lui.
Esco per vivere ma così non può continuare, no che non può continuare. E infatti ho qualche idea per la testa. Stasera lascio perdere, stasera mi covo un sogno, quello di far uscire la bellezza dalla mediocrità di questi giorni. Una perla dentro la cozza e la sera a fare da contorno.
Esco con l’anima tra i denti. Non mi accadeva veramente da molto tempo: ho dovuto fare i conti col maltempo. Stasera piove in modo imbarazzante e tira un vento che sposta le auto, il clima perfetto per un’uscita fra amici. Ci siamo infilati in un locale e le ore sono sfilate senza infamia nè lode, non si è detto niente di interessante o produttivo. Minchiate in libertà, mugugni, riflessioni postmoderne ed imbarazzi vari. Ho scoperto che spesso ci teniamo dentro le cose, ce le facciamo inacidire dentro invece di liberarci parlare magari incazzarsi e provare a sbrogliare il gomitolo. Stasera parole a metà, discorsi a metà, abbiamo fatto a metà anche col conto!
Solo il tempo ha compiuto interamente il suo sporco lavoro e mi ha fatto andare in tilt la macchina. Quattro telefonate per spostare gli appuntamenti di domani e preghiere all’elettrauto. Penso e rifletto: per esempio penso che sono uno stronzo ad aver lasciato la finestra mezza aperta per il gatto. E’ entrata acqua naturalmente e adesso ramazza! Penso che fra un paio di settimane vado via, prendo il primo aereo e sto fuori 3- 4 giorni. Restare qui a fracassarmi le palle non mi aiuterebbe. Certo se Giulia, certo se una telefonata, certo se un cambio di rotta o un colpo d’ala. Certo che son messo male, ma lei? Penso a questo blog, alle cose che ci scrivo sopra e a quelli che le leggono. Gli altri! La blogosfera è la fotocopia del mondo reale, stesse vette e stessi abissi a buon mercato. Ah, devo telefonare alla signora Pagnini se parto, per Bonsai: se non me lo tiene che minchia faccio? Non posso portarmelo in giro, non ora. C’è ancora vento fuori e il cielo livido. Meglio fare un giro in rete e poi telefonare a sua maestà l’elettrauto.
Dopo mi nascondo dentro il sonno.

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